| A chi affidare il figlio minore di età? Le statistiche parlano chiaro: nell’85% circa dei casi il figlio viene affidato alla madre. Nel 5-7% al padre e nel 10% circa il Giudice, su istanza congiunta dei coniugi o di sua iniziativa (quando la separazione è giudiziale) decide per l’affidamento congiunto o alternato. Oggi ci occuperemo proprio dell’affidamento alternato. |
Questa fattispecie si verifica quando il figlio è affidato soltanto ad uno dei genitori per un certo periodo; mentre è affidato all’altro genitore per un altro periodo. Il genitore non affidatario, mentre il figlio è affidato al coniuge, potrà esercitare il diritto di visita nei limiti delle statuizioni del Tribunale. Oggi, dicevo, ci si occuperà di un caso di affidamento alternato molto particolare. Il Tribunale di Messina, infatti, in una recente sentenza ha stabilito che l’unico figlio di una coppia divorziata trascorresse il periodo scolastico con la madre e quello estivo con il padre. Questa soluzione, ad avviso dei giudici siciliani, doveva contribuire a rasserenare il clima fra i genitori, che non avevano mai smesso di litigare a causa delle modalità con cui veniva esercitato il diritto di visita da parte del padre. Lasciare il bambino per tanti mesi consecutivamente affidato all’uno o all’altro genitore, cioè, doveva scongiurare molti litigi. Vediamo più nel dettaglio la pronuncia. Il bambino veniva affidato alla madre dal 20 settembre al 9 giugno (durante, lo si ripete, tutto il periodo scolastico). E veniva affidato al padre dal 10 giugno al 19 settembre. Il padre aveva poi il diritto di vedere il figlio due pomeriggi alla settimana nel periodo in cui il figlio era affidato alla madre. La madre, a sua volta, aveva il diritto di vedere il figlio due giorni interi ogni due settimane nel periodo in cui il figlio era affidato al padre. La sentenza segnalata costituisce un precedente piuttosto raro nella pratica e indubbiamente interessante. Forse ha il difetto di considerare il figlio al pari (mi si passi il termine un po’ forte) di un oggetto, sballottato qua e là a seconda delle stagioni. E forse ha l’ulteriore difetto di creare pericolosi shock di allontanamento nel figlio stesso (che non fa in tempo ad abituarsi ad un contesto che viene costretto ad abbandonarlo per un altro). Ma certamente ha alcuni pregi; anzitutto garantisce al padre di poter mantenere un forte legame con il proprio figlio, in quanto concede allo stesso l’affido esclusivo per tutti la durata dell’estate e quindi per lungo tempo.
In questo modo i coniugi vengono trattati in maniera più equa per quello che concerne il rapporto con i figli. Infine, una pronuncia del genere sembra effettivamente in grado di eliminare alla radice molte piccole discussioni che possono sorgere nel momento in cui il diritto di visita deve esplicarsi.
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