Muovi il mouse per tornare al sito.

Navigator

Blog dei Pomodori
Sedi Regionali in Italia
Blog Regionali
Contatti
Radio
Comunicazione Condiviso
WebTV
Installa FIREFOX
Referenti Reg. e prov.

Cerca in Google

Google
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
L’assegno di mantenimento č alto? I figli hanno molte necessitŕ PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 11
ScarsoOttimo 
 

Quanto costa (giuridicamente) mantenere il figlio?

Fatta questa premessa, oggi si vuole approfondire una tematica piuttosto discussa nelle aule di giustizia, e cioè: quali parametri si debbono tenere in considerazione per determinare l’ammontare dell’assegno di mantenimento della prole? 

Invero, il codice civile, non fornisce criteri tecnicamente certi; non fornisce delle cifre precise, predeterminate o predeterminabili, ma al contrario si affida alla saggia discrezionalità del giudice.
Pertanto, per comprendere l’ipotetico ammontare che stabilirà l’organo giudicante, occorrerà tenere in considerazione alcune variabili.


La Cassazione, con una sentenza piuttosto recente, ha cercato di far ordine nell’intricata vicenda stabilendo questi principi:


1) la prole, anche a seguito della separazione, ha diritto di mantenere un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia ed analogo, per quanto possibile, a quello goduto in costanza di matrimonio;


2) il dovere di provvedere al mantenimento impone ai genitori di occuparsi di una molteplicità di esigenze dei figli, e non soltanto dei bisogni primari. Più dettagliatamente i genitori debbono garantire una adeguata sistemazione abitativa, la possibilità di avere un decoroso percorso scolastico, la possibilità di esercitare un’attività sportiva, le cure mediche;


3) infine ogni coniuge dovrebbe garantire ai propri figli di condurre una vita agiata in proporzione alle rispettive sostanze.


Volendo sintetizzare la pronuncia emessa dalla Corte di Cassazione se ne può evincere che il dovere di contribuire al mantenimento della prole è variabile a seconda delle condizioni patrimoniali dei coniugi (più un genitore è benestante, più alto sarà l’assegno di mantenimento, anche in ragione del fatto che si intende garantire alla prole un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio).


Ma si deduce anche un secondo, importante, principio: quello secondo cui i genitori debbono garantire non solo le attività essenziali (la casa, le cure, il percorso scolastico) ma anche quelle attività “secondarie” (come ad esempio quella sportiva) essenziali per un corretto sviluppo della personalità del figlio.


Ecco perchè capita spesso che i giudici stabiliscano assegni di mantenimento elevati: perché la ratio del mantenimento è quella di garantire al figlio tutti i diritti, primari e non.
Capita spesso che i genitori non affidatari della prole contestino i magistrati, “colpevoli” a loro dire di stabilire oneri insopportabili.
Con questo approfondimento si è voluto spiegare, in maniera assolutamente semplice, per quale ragione i giudici di casa nostra hanno tale tendenza.


Anche se non si può fare a meno di osservare come talvolta, gli stessi giudici, eccedano nella determinazione dell’ammontare, rischiando di condurre alla povertà il genitore non affidatario (generalmente, il padre).
E se è giusto che al figlio non venga fatto mancare nulla, è altrettanto giusto che non si porti un essere umano a vivere nella miseria perché costretto a versare un ingente assegno di mantenimento (talvolta incompatibile con l’elevato costo della vita).

 


dott. Francesco Biagini
Patrocinatore Legale
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Commenti
Cerca RSS
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >