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Roma 05/05/2009 - miaeconomia - I costi del divorzio non si fermano certo quando le porte del tribunale si chiudono e le carte sono firmate. Anzi, la norma vuole che la scelta di chiudere il rapporto abbia delle conseguenze durature e negative sul tenore di vita di tutte le persone coinvolte. Per fare un esempio, l’associazione “Papà separati” della Lombardia, ha avuto modo lanciare un allarme: in Italia ci sarebbero 4 milioni di padri separati e 800mila di loro vivrebbe al di sotto della soglia della povertà.
Secondo l’associazione – infatti – un capofamiglia, che produceva il reddito di riferimento familiare con 1.500 euro al mese, una volta andato via rimane soffocato tra le spese di mantenimento dei figli e quelle per un nuovo affitto, ritrovandosi spesso a dover vivere con meno di 400 euro. Una visione criticata da alcuni divorzisti di grido, ma è innegabile che ci sia un problema serio.
Basta fare due calcoli, ipotizzando un padre di famiglia che conti su una busta paga netta di 1.800 euro al mese. Di base la giurisprudenza impone che un terzo del reddito mensile di chi ha la posizione più forte in famiglia – di solito il padre, appunto – vada in assegni di mantenimento dei figli. A questo si aggiunge un altro 10% per la moglie. Totale: 780 euro. Ma il padre – che di solito è quello che deve andare a cercarsi un’altra abitazione - spenderà altri 600 euro (ipotesi ottimistica) per un mutuo o un affitto. Nuovo totale; 1.380 euro. Rimangono in tasca 420 euro per campare tutto il mese. E il conteggio non comprende una raffica di spese nuove, a cominciare da nuovi consulti legali se il partner non rispetta i patti (specie per quanto riguarda la possibilità di vedere i figli), l’acquisto di nuovi elettrodomestici, il pagamento di nuove tasse (ad esempio l’abbonamento televisivo), fino ad arrivare all’onorario dello psicanalista, se si dovesse avere la disgrazia di entrare del tutto in crisi. E’ chiaro che nel gioco paga caro chi ha a che fare con un ex partner poco corretto. I padri divorziati segnalano spesso che le loro ex mogli li mettono in ginocchio mentre magari guadagnano altri soldi non dichiarati. Ma ci sono parecchi casi di donne separate che vivono condizioni economiche pesantissime, perché l’ex marito occulta i suoi redditi e i patrimoni, dichiarandosi nullatenente. Lasciando così la sua ex famiglia sul lastrico, figli compresi. Perfino le autorità pubbliche non riescono a intervenire su queste situazioni. Per capire, la provincia autonoma di Bolzano da qualche anno ha approvato una civilissima legge che prevede il subentro dell’ente pubblico ai mariti che in caso di divorzio non paghino l'assegno di mantenimento. Ebbene, l’ente ha versato oltre 1,3 milioni di euro a ex mogli in difficoltà, ma è riuscito a rivalersi sui coniugi morosi per appena un paio di centinaia di migliaia di euro.
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