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Figlio conteso, il Pm chiede quattro mesi di carcere per violazione del diritto di visita PDF Stampa E-mail
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papa_con_bimbo2.jpgQuattro mesi di reclusione ha chiesto mercoledì 29 ottobre il  PM  Davide Toscani nei confronti di una mamma che nel corso del 2004 non aveva ottemperato all’ordinanza del giudice che  le imponeva  di far incontrare il bimbo col padre dal quale è separata.
 
Varese 30ottobre 2008  - varese.net - Il capo d’imputazione contempla 22 date in cui questo comportamento ostativo si sarebbe verificato.Una causa "innovativa" poichè, oltre al padre, ha visto (nell’udienza del settembre 2007) la costituzione di parte civile del figlio, il bambino di sette anni, conteso dai due genitori e munito di proprio legale (nominato dal padre che ha esorcizzato il rischio di un conflitto di interessi facendo rilevare che l’interesse di padre e figlio era ed è convergente: quello di incontrarsi e relazionare).
Nel processo e in questa udienza conclusiva è perciò intervenuto,  per la prima volta in Italia,anche l'avvocato del minore, Antonella Vitale, del foro di Milano, che ha presentato la richiesta di un risarcimento di cinquemila euro per danno morale al bambino. Più elevata è invece la richiesta avanzata dal legale del padre separato, Marco Mainetti, del foro di Varese,che chiede invece all'ex moglie un rimborso di diecimila euro.   Ovviamente il bimbo non ha partecipato a nessuna udienza nè è mai stato coinvolto in nessuna procedura giudiziaria penale.
La posizione della difesa sarà presentata il prossimo 3 novembre dal legale della signora, avv. Lucia Rapanà, del foro di Milano, mentre l'ultima parola spetterà al giudice Angela Minerva mercoledì 5 novembre giorno in cui è stata fissata la sentenza.
«Questa causa rappresenta un punto di svolta nella prassi giudiziaria italiana - commentano i rappresentanti dell'associazione Figlipersempre - poichè permette al minore, per la prima volta in Italia, di chiedere un risarcimento per i danni morali subiti a seguito della separazione dei genitori. Se la condanna sarà severa essa potrà costituire un serio deterrente per uno dei comportamenti più comuni ma anche più tollerati dai magistrati, a seguito della separazione delle coppie. E’ invece noto che la deprivazione e la alienazione genitoriale costituiscono gravi fattori di rischio per la salute mentale dei nostri figli.».   Commenta dalla Sicilia Alessio Cardinale, portavoce nazionale del cartello di Associazioni per la tutela dei minori ADIANTUM :”Anche in Sicilia, seguendo l’esempio varesino, stiamo portando avanti i tentativi di costituzione parte civile di minori e di associazioni. Se la sentenza sarà giusta, probabilmente niente sarà più come prima e il caso-pilota avrà sortito il suo effetto a livello nazionale.”
Commenti
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Alex  - violazione diritto di visita   |2008-11-01 12:55:59
Un momento molto importante per tutti i bambini italiani è atteso per mercoledì
5 novembre alle ore 11 presso il tribunale di Varese. Finisce il
pro*****-pilota: una madre separata è accusata di aver reiteratamente ostacolato
i rapporti tra figlio e padre. Oltre al padre è stato ammesso come parte civile
(con storica ordinanza del giudice Angela Minerva, in data 28-09-07) anche il
figlio (che oggi ha sette anni), assistito da un legale nominato dal padre.
Questo tipo di problematiche, molto comune, è sempre stato ingiustamente
banalizzato dalla Magistratura come una forma di litigiosità interconiugale non
meritevole di sanzioni importanti ma il rivendicare il supremo interesse del
minore potrebbe essere la chiave di volta per ottenere sanzioni più severe e un
vero effetto deterrente.
Ora auspichiamo solo un segnale forte da parte del
giudice penale, dal quale, noi riteniamo, potrebbe dipendere il destino di molti
bimbi italiani figli di coppie separate. V.V.
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