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Il fisco rosa PDF Stampa E-mail
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  La quota rosa non c'è ancora, ma il fisco rosa si!

 

 

L'articolo della Finanziaria citato dalla lettera sui padri separati produrrà alcuni effetti collaterali. I casi di divorzio diminuiranno. I padri legittimi diminuiranno, alcuni si vestiranno da Batman. Gli alimenti regolarmente versati alle madri separate diminuiranno. Aumenteranno però i processi per l'affidamento dei figli e i padri che daranno fuori di matto. Caro Beppe,ti scrivo per un fatto che toccherà i milioni di "padri separati" (o disgraziati, scegli tu) presenti in Italia.                                                                                   

L'art. 3 comma 1 della Finanziaria approvato alla Camera, partorito dalla mente probabilmente malata di omofobia di un consigliere giuridico del nostro dipendente Visco, ha stabilito che tutti i padri separati, divorziati o con sentenze di annullamento degli effetti civili del proprio matrimonio, qualora non abbiano l'affido condiviso dei propri figli (cosa pochissimo usuale visto che la legge è entrata da poco in vigore e c'è una forte opposizione delle donne), non avranno più il diritto a detrazioni fiscali al 50% sul proprio stipendio per i figli a carico.Pur dovendo giustamente pagare (spesso oltre le proprie possibilità) un assegno alimentare più il 50% di tutte le spese sanitarie, scolastiche, sportive, ecc. nessun papà avrà più il beneficio di una equa detrazione fiscale sulla propria busta paga.                                                        

Per chiarire meglio: dalla nuova norma deriva che il genitore non affidatario non ha diritto alla detrazione a fronte dell'obbligo di sostenere spese per il mantenimento dei figli. Per il genitore non affidatario la norma risulta particolarmente penalizzante in quanto tenuto al mantenimento dei figli mediante un assegno che, per le norme tributarie non fruisce di beneficio fiscale. Con la nuova disposizione il genitore non affidatario sostiene un onere che incide sulla capacità contributiva.A questo danno se ne aggiunge un altro ancor più grave: pur sostenendo io come gli altri papà separati le spese sanitarie per il mio bambino al 50% con la madre (spese spesso elevate), non potrò più dedurle dal mio imponibile, ma tutto andrà a beneficio del genitore affidatario, che è quasi sempre la madre.                                          

Si rischierà di perdere la possibilità di un sussidio per la malattia dei propri figli per i papà lavoratori che hanno forme di assistenza previdenziale da loro pagate con trattenute mensili, in quanto questi figli non saranno più riconosciuti come portatori di benefici fiscali. Il papà dovrà continuare a pagare ogni spesa per i propri figli al 50%, ma i benefici ed il recupero fiscale senza l'affido condiviso saranno a vantaggio della sola madre.Saremo tutti costretti a chiedere l'affido condiviso. Molti padri tra cui il sottoscritto non l'hanno ancora richiesto solo per evitare nuovi conflitti con l'ex coniuge, generalmente contrario. Mi chiedo in quale Paese vivo e perché, io che ho votato centrosinistra, mi ritrovo a considerare che una delle poche leggi avanzate e civili di questo Paese, cioè quella dell'affido congiunto, che ci pone (almeno in teoria) al pari di Germania, Inghilterra e Paesi Scandinavi l'abbia fatta il Governo Berlusconi, ed ora cerchino di riportarci al Medio Evo.

Stefano T.
Sorgente: Blog di Beppe Grillo

 

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