caf.gif
Muovi il mouse per tornare al sito.

Login Form

Benvenuto, Visitatore. Per favore, effettua il login o registrati.
03 Dicembre, 2021 Ora esatta 19:33:59
Username: Password:
Login con username, password e lunghezza della sessione

Hai dimenticato la tua password?

Navigator

Blog dei Pomodori
Sedi Regionali in Italia
Blog Regionali
Contatti
Radio
Comunicazione Condiviso
WebTV
Installa FIREFOX
Referenti Reg. e prov.

Cerca in Google

Google

Newsletter

news dal sito
Prima Pagina
News C


Ricevi HTML?
Grazie per esserti iscritto. Riceverai le nostre news direttamente nella tua email.

  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
Cassazione. 'Inferno' in famiglia non č reato di maltrattamenti PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 2
ScarsoOttimo 

cassazione_roma.2.jpg"Tutti vittime, non c'è un responsabile"

Roma, 13 febbraio 2009 -  di Roo - (Apcom ) - Se la famiglia è "un inferno" e le reazioni violente sono "di casa" non c'è spazio per contestare a nessuno il reato di maltrattamenti. La singolare conclusione viene da una sentenza della Cassazione che ha censurato i giudici della Corte d'appello di Roma che avevano invece confermato la condanna per lesioni e maltrattamenti in famiglia nei confronti di un marito violento.

In pratica se marito e moglie reagiscono reciprocamente in modo violento, lui perché spesso ubriaco e lei perché affetta da "patologie psichiatriche", e se perfino la figlia si mostra aggressiva, sono "tutti vittime di una situazione familiare difficile". Dunque, dicono i giudici della sesta sezione penale della Corte con la sentenza 6490, mancano i presupposti per considerare il marito responsabile dei maltrattamenti. La Cassazione ha perciò annullato la sentenza dei giudici d'appello relativamente all'accusa di maltrattamenti in famiglia e ha confermato, dichiarando però la prescrizione del reato, la condanna per lesioni volontarie ai danni di moglie e figlia.

Nel motivare l'assoluzione per i maltrattamenti, i giudici evidenziano tra l'altro la "permanente tensione" della vita familiare. Una situazione "condizionata da anomalie comportamentali di tutti i suoi componenti". All'origine di queste "gravi difficoltà esistenziali", osserva la Corte vi sono "l'uso smodato di alcol" da parte del marito e le "patologie a livello psichiatrico" che portavano anche la donna ad "aggressioni nei confronti del marito".

Questo il motivo, aggiunge la Cassazione, che impedisce di ritenere il marito responsabile di "condotta prevaricatrice e violenta tale da imporre un regime di vita vessatorio, essendo egli stesso rimasto vittima di comportamenti lesivi ad opera della moglie". Come non bastasse anche la figlia, conclude la Corte, in questoquadro di "difficoltà esistenziale" ha avuto "sconsiderati comportamenti fortemente reattivi verso il padre". Insomma, se tutti sono vittime nessuno può essere condannato.

Roo

Commenti
Cerca RSS
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >

Segreteria e Psicologa

divorzio_124.jpgSi comunica a tutti gli iscritti che è attivo il servizio Segreteria al n. 0815564398 tutti i giorni lavorativi dalle 9:00 alle 12:00.
Inoltre dal Lunedì al Venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00 è possibile parlare con la nostra Psicologa in sede e online.

Eventi in programma

Gli ultimi commenti

banner_casa.gif
Adiantum
La cruna dell'ago

Striscia

Biblioteca

Chi e' online

Abbiamo 1 visitatore online
Parla con noi
5 x 1000

PSITALIA TV

Comunicazione Condiviso
Firma la Carta Etica