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| L'IRRINUNCIABILE PRESENZA DEL PADRE |
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Di Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - Alcune donne, vivono la condizione di maternità senza il supporto del partner. A volte questo capita perché il marito/compagno è fuori per lavoro quasi tutto il giorno, altre volte, invece, al di sotto d'una tale solitaria responsabilità, c'è un'effettiva scelta di vita, una separazione. In questo caso, molte volte, con l'illusione di mettere a tacere ogni recriminazione e di stare meglio, si decide consapevolmente di non vedersi ma è sufficiente che sia uno dei due a deciderlo per cadere nella spirale dell'assenza, della rabbia congelata, del silenzio. Chi paga poi veramente i conti di tutto ciò? I figli, piccoli o grandi che siano. E' comprensibile e umano avvertire di allontanarci da una relazione sgradevole, dolorosa, poco costruttiva. Tuttavia, se questa relazione ha pur seminato del bene offrendo in dono la Vita- i figli appunto-ci spetta onorarla. Come? Offrendo ai fanciulli la possibilità di accrescere e sviluppare pienamente il loro potenziale attraverso una formazione che non presenti zone di " deserto ". L'assenza del padre ( così frequente nelle famiglie) crea DESERTO nell'universo emotivo dei più piccoli. L'omeostasi espressiva, psicologica e biologica d'un individuo è sostenuta dall'equilibrio di due principi vitali, il principio maschile ed il principio femminile. Non è così singolare. Si viene alla Vita grazie a questi due principi. Perché non dovrebbero più servire nel corso dello sviluppo e della successiva esistenza adulta? La co-esistenza , serena, pacificata,di questi due elementi, crea i presupposti dell'equilibrio e dell'espressione. Un eccesso di uno dei due o una carenza, predispone a specifici disagi emotivi che possono trovare risonanza anche nella sfera somatica e sociale. In particolare, la carenza del Maschile priva l'individuo in formazione di quel sano "protendere verso", di quella fiducia pratica, fisica, nella Vita e nelle proprie capacità. Esperire questa fiducia conferisce autostima, audacia, fierezza di sé, responsabilità. Non ultimo conferisce una certa " chiarezza di intenti ". Non possiamo tagliar fuori i fanciulli dal principio Maschile. Non possiamo, in questo caso, scegliere noi per loro; quando scegliamo, doniamo loro, per quanto è possibile, un sentiero di pienezza. Di completezza. Lasciamogli il loro papà. Non si consolino, ad ogni modo, i padri presenti ovvero uniti formalmente alla madre ed ai figli ma spesso assenti " per lavoro ". Non finirò mai di rimarcare quanto non sia tanto la quantità di tempo che dedichiamo ai fanciulli ad influire sulla loro formazione quanto LA QUALITA' DI QUESTO. Non ha importanza, dunque, se stiamo spesso fuori casa; ha importanza che quando rientriamo, siamo veramente lì, con i fanciulli, e non con la mente altrove, magari ancora al lavoro o chissà dove. La presenza esclusivamente fisica, quindi, non ha un grande valore; rischiamo di essere percepiti dai piccoli come delle "immagini", delle creature mitologiche e distanti, poco vive e reali. Il dono più grande che possiamo, invece, offrir loro, è la nostra umanità. Complementare a quella del partner. Sempre.
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