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La violenza familiare contro l'uomo PDF Stampa E-mail
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“Quando la vittima è lui”

PARINFORMA giornale di pari opportunità della provincia di Lecco, pubblica i risultati sul convegno:
Aspetti psicologici, legali e criminologici.

Roma, 2007 - la violenza domestica verso l’uomo, tematica spesso ignorata e sottaciuta. I cambiamenti sociali, i traguardi sul versante della parità hanno creato nuove categorie deboli e nuove forme di violenza. A fronte della violenza cieca, diretta dell’uomo, abbiamo una violenza subdola, vendicativa, tipica della donna, che spinge a distruggere non solo il coniuge, ma il suo ruolo genitoriale, la sua posizione sociale, il suo equilibrio psicologico

Pur coscienti che la donna detiene il triste primato di vittima nell’ambito della violenza coniugale, non possiamo dimenticare gli uomini che subiscono forme di violenza diverse forse, ma altrettanto gravi. Ne sono dimostrazione i numeri allarmanti dei suicidi attuati in Italia da padri separati. Il numero di suicidi commesso da padri separati è aumentato negli ultimi anni, […] Secondo i dati della federazione nazionale BIGENITORIALITA’, l’uomo commette più frequentemente suicidio a causa di un disagio generato dalle separazioni e dai figli contesi, più di quanto non accada alle donne; con 102 casi su un totale di 110 (93%). […] riteniamo utile una rivalutazione del concetto di soggetto debole, usualmente applicato al genere femminile, in un’ottica che valuti la persona e non il genere o lo status.

[…] l’uomo risulta essere il soggetto maggiormente sconfitto, nella coppia che si separa. Il decremento di reddito, l’allontanamento dai figli, che spesso diventa affido esclusivo, arma di ricatto e soppressione della figura paterna, mina gravemente la persona spingendo a comportamenti autodistruttivi, dipendenze, atti disperati.

se è vero che la donna è più frequentemente vittima tra le mura domestiche, in contesti di coppia normale in crisi e in fase di separazione, è l’uomo a detenere il primato di vittima. Uomo che raramente denuncia, per imbarazzo, per paura di venire privato dei figli, perché spesso gli viene negato lo status di vittima.

L’uomo che denuncia è considerato inetto, debole perché non si adegua allo stereotipo maschile di macho, che reagisce o si allontana.

Ma anche perché esiste un pregiudizio, quello che FARREL chiama la “cortina di pizzo” cioè il pregiudizio della società, del governo e dei sistemi legislativi e sociali, a favore dei due sessi. Gli stessi mass media contribuiscono ad alimentare questo gap; mentre sappiamo tutto del dramma interiore della donna, raramente leggiamo di quanto un uomo si rattristi per non essere arrivato a casa per tempo per giocare con propri figli, della sofferenza che prova per sentirsi emotivamente lontano dalla moglie oppure di quanto si senta frustrato se non riesce a guadagnare sufficientemente per garantire alla sua famiglia una vita agiata.

Lo stesso accade in considerazione dei diversi standard di valutazione della violenza; quando l’aggressore è uomo ci si preoccupa della vittima femminile, quando è la donna ad essere violenta se ne cercano le cause, o si attribuisce a patologia. Questo è un dato che osserviamo frequentemente, in qualità di centro che si occupa di consulenza psicologica e criminologica. (CPEIC)

[…] le conflittualità relative all’aspetto relazionale sono sofferte dal genitore che non vive con i figli, generalmente il padre, e possono realizzarsi a causa di comportamenti “mobbizzanti” e ripetuti dell’altro genitore che tendono ad escluderne o ad emarginarne il ruolo nei confronti dei figli. Ostacolo alla frequentazione, delegittimizzazione del ruolo paterno, alienazione dei figli verso il padre, false accuse... per quanto sorprendente, esistono uomini maltrattati fisicamente dalle mogli, il numero oscuro a questo riguardo è molto alto, a causa del forte imbarazzo a denunciare.

Il pregiudizio sociale porta ad ignorare la figura maschile nel ruolo di vittima, porta ad identificare l’uomo con il cattivo, con l’aggressore. Dai casi ascoltati dal Centro europeo di psicologia investigazione e criminologia, risulta che la reazione sociale più frequente di fronte ad un uomo maltrattato quella di addossargli colpe.

Riscontriamo spesso:

Incredulità; l’uomo abusato davanti al mondo deve dimostrare di essere vittima
Ironia
• C’è una diversa valutazione sociale della violenza femminile : - La violenza femminile è giustificata con la patologia (depressione post partum, traumi, autodifesa, provocazione, menopausa…) - Una donna violenta nella relazione, non è considerata obbligatoriamente violenta con i figli, quando ciò accade all’uomo è automatico che non sia un buon genitore.
• Gli uomini che restano in famiglia (per proteggere i figli) vengono considerati deboli e inetti. Le Conseguenze sull’uomo comportano depressione, abbuffate compulsive, dipendenze, uso di alcol, violenza, suicidio, suicidio allargato (omicidio/suicidio).

[…] i figli vittime inconsapevoli del conflitto genitoriale. Accanto al dramma della pedofilia sono tristemente noti casi in cui l’orco non è una persona, ma la rabbia, il risentimento del genitore affidatario verso l’altro, che a volte in buonafede, spinge a muovere accuse gravissime verso l’ex coniuge. I casi di padri accusati ingiustamente di incesto sono un numero non trascurabile, è necessaria una formazione specifica per gli operatori del settore al fine di evitare abbagli e gravi errori di valutazione.

[…] In conclusione la giornata è stata un’utile occasione per fare il punto sulla attuale situazione italiana, sui possibili interventi di tutela e prevenzione e su di una migliore conoscenza del fenomeno. Lo scopo di sensibilizzare verso tematiche spesso ignorate ma altrettanto rilevanti e spostare l’attenzione verso la violenza in ogni sua forma, piuttosto che verso il genere, nella speranza di stimolare una riflessione costruttiva e propositiva. Nel ripensare l’ottica preventiva è importante soffermarsi sul concetto di persona maltrattata, e non di uomo/donna; frequentemente l’abuso verso il marito viene interpretato semplicisticamente come l’altra faccia della medaglia della violenza maschile. In realtà l’attuazione della violenza, dell’abuso sono aspetti dello stesso problema, e in quanto tali andrebbero affrontati secondo il paradigma di una persona che abusa di un’altra persona.. affrontando il problema non in termini di sesso ma di umanità.

intervento di CHIARA CAMERANI (psicologa, criminologa)
Direttrice CEPIC Centro Europeo di psicologia investigazione e criminologia


Contatti: 349.8367812 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo / sito web: www.cepic-psicologia.it
Dr. CHIARA CAMERANI: Presidente CEPIC, responsabile organizzativo per l’ambito psicologico, criminologico e sessuologico Dr. CARMEN MORGIA per l’ambito promozionale e organizzativo

relatori del convegno:

CHIARA CAMERANI, presidente CEPIC Centro europeo di psicologia investigazione e criminologia
LUCIANO AMATO FARGNOLI, psicologo Direzione generale anticrimine, sezione psicologia applicata
FRANCESCO MONTECCHI, neuro psichiatra infantile
GIANFRANCO ANNINO, avvocato, vice procuratore onorario Procura della Repubblica, Tribunale Velletri.
PAOLO CAPRI, psicologo forense, psicoterapeuta, presidente Istituto di Formazione CEIPA (Centro Italiano di Psicologia Applicata) Consiglio Direttivo AIPG (Associazione Italina Psicologia Giuridica) vice presidente Ass. Italiana ROSCACH, Componente Commissione deontologica Ordine psicologi del Lazio

MARCO CANNAVICCI, psichiatra criminologo, dirigente Servizio di Psicologia delle Forze Armate
RUBEN DE LUCA, psicologo, criminologo, docente master di psicopatologia forense prof. V. Mastronardi, cattedra di psicopatologia forense, Università "La Sapienza" di Roma

PARINFORMA provincia di Lecco, PDF sul convegno:
http://www.provincia.lecco.it/documenti/rassegna/pari/07130507.pdf

(Delt@ Anno V°, N. 104 del 7 Maggio 2007)

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simforzgrand_2009  - discriminazioni verso l'uomo   |2009-03-24 06:41:48
Vorrei esprimere la mia opinione su una questione che riguarda alcune
ricorrenze:
avete notato che per l?8 marzo, cioe? la festa della donna, in
televisione hanno parlato continuamente dei diritti negati alle donne,violenze
subite dalle donne,discriminazioni verso le donne,ecc?. mentre per il 19 marzo,
cioe? la festa del papa?, nessuno ha detto niente neanche un accenno!Eppure di
padri con grossi problemi di diritti negati ce ne sono una marea.Questa e? una
prova plateale di quello che penso e dico gia? da tanto e cioe? che in questa
societa? femminista c?e? una forte volonta? di dare valore esclusivamente alle
donne mentre l?uomo di fronte una donna non deve valere piu? niente.Infatti i
mass media parlano ormai tutti i giorni di diritti delle donne e situazioni in
cui le donne vengono maltrattate, ma di diritti negati agli uomini non accennano
minimamente eppure ce ne sono tante di situazioni in cui e? l?uomo la
vittima(per quando riguarda i padri separati per esempio penso che non ci sia
niente da ridire su chi sono le vittime); in televisione l?uomo compare solo
quando e? lui il colpevole facendolo apparire quindi sempre come violento,
aggressivo e discriminatorio(non fa per niente piacere sentire discorsi in
alcune trasmissioni televisive dove si diceva che tutti gli uomini sono violenti
e stupratori dentro, penso sia abbastanza ingiurioso e offensivo per la dignita?
dell?uomo e quindi da censurare),ci sono un?abbondanza di casi in cui sono le
donne ad essere violente, aggressive, e discriminatorie ma questi casi non
vengono mai esternati da nessuno, e se qualche volta(per sbaglio)capita di
sentirli in televisione o sui giornali comunque la donna viene sempre scusata
perche? affetta da una qualche forma di patologia(depressione, ansia, problemi
mentali in genere, autodifesa, ecc?) mentre nel caso dell?uomo non gli viene mai
riconosciuta nessuna scusante e gli viene attribuito sempre l?appellativo di
mostro,delinquente,bastardo, ecc?,ditemi voi se questa non e? discriminazione
verso l?uomo?Anzi spesso un comportamento violento di un uomo e? dato
dall?esasperazione perche? costretto a sopportare un comportamento altrettanto
malvagio di una donna o forse piu? malvagio perche? in molti casi gratuito. Le
donne non sono per niente quelle povere creature indifese che ci vogliono far
credere, anzi la societa?,le istituzioni e persino la legge sono esclusivamente
dalla loro parte, piu? difese di cosi??Senza contare tutte quelle organizzazioni
come:associazioni in difesa della donna,centri di assistenza per le
donne,telefono rosa,telefono antistupro,eventi e manifestazioni varie per la
donna e chi piu? ne ha piu? ne metta.C?e? qualcosa del genere per
l?uomo?Ovviamente no,eppure mica e? d?acciao, e? di carne e ossa come la donna e
quindi soggetto ad ingiustizie come la donna.Nella societa? di oggi un uomo deve
stare attento anche solo a smuovere un capello che rischia di avere tutti contro
mentre una donna puo? fare tutto quello che vuole tanto chi la ferma?Tanto per
dirne una per esempio, un uomo che offre soldi ad una donna in cambio di
prestazioni sessuali e? facile che venga denunciato mentre una donna puo?
chiedere soldi in cambio di prestazioni sessuali e non avere nessuna conseguenza
e diventare addirittura famosa com?e? suc***** recentemente ad una certa
show-girl della televisione che ovviamente ora conosciamo tutti;ditemi voi se
anche questa non e? prostituzione?Non e? contrattare prestazioni sessuali a
pagamento?Non dovrebbe essere denunciata?La risposta alla domanda e?
semplice:?no perche? e? una donna e quindi puo? fare tutto?.Anzi la denuncia la
prenderebbe sicuramente chi gli venisse in mente di dire che questo e? un
comportamento da prostituta.
Per quando riguarda le discriminazioni sul lavoro
poi non e? assolutamente vero che la donna e? discriminata anzi e? tutto il
contrario.Per prima cosa trovatemi un lavoro dove la donna e l?uomo svolgono le
stesse funzioni e la donna viene pagata meno,a me non e? ancora capitato di
vederlo.Seconda cosa non e? vero che la donna ha piu? difficoltà a trovare
lavoro anzi e? il contrario perche? ci sono molti lavori(buoni) riservati solo
alle donne mentre di lavori riservati all?uomo o non ce ne sono o sono quei
pochi schifosissimi e faticosissimi lavori che la donna non gli passerebbe
neanche per l?anticamera del cervello di fare(per esempio avete mai incontrato
una donna che vorrebbe fare il carpentiere?).Infatti se ci sono donne che non
trovano lavoro e? perche? molti lavori non li vogliono proprio fare.E se a volte
succede,come si sente in giro(ma sicuramente sono solo voci senza nessun
riscontro nella realta?), che qualcuno non vuole assumere delle donne per il
discorso della maternita?, e? perche? molte se ne approfittano e cioe? rimangono
incinta di proposito dopo che hanno trovato un lavoro proprio per usufruire
della maternita? portando un danno grosso a chi le assume;ma comunque penso che
siano solo voci altrimenti le donne giovani non lavorerebbero nessuno e non mi
sembra che sia cosi?;e se anche fosse vero che qualche donna non viene assunta
per il discorso della maternita? per contro molte donne trovano lavoro solo
perche? sono donne e specialmente se sono belle mentre un uomo il lavoro se lo
deve sempre meritare con il sudore, quindi il discorso delle donne non assunte
per la maternita? e? sicuramente una loro scusa per ottenere qualsiasi lavoro
vogliano;con questa scusa le donne dicono che se non ottengono un lavoro e?
perche? sono state discriminate così un datore di lavoro e? costretto ad
assumerle anche se non sono idonee invece se il lavoro non lo ottiene un uomo e?
perche? non se lo ha meritato(un mio amico gli e? stato detto ad un colloquio di
lavoro che non era idoneo perche? era uomo).Per non parlare di quelle donne che
di lavorare non ci pensano neanche e si fanno mantenere dagli uomini(ma di
questo ovviamente nessuno dice niente anzi viene considerata una cosa normale se
invece dovesse capitare qualche caso raro in cui e? l?uomo a volersi far
mantenere da una donna, tutti hanno da ridire).Inoltre dovete spiegarmi il
discorso delle quote rosa;nessuno impedisce alle donne di assumere un qualsiasi
ruolo di potere quindi se ci sono piu? uomini e? perche? ci sono meno donne che
si sono meritate quel ruolo,allora perche? mettere le quote rosa?Volete forse
che una donna assuma un ruolo di poter anche se non se lo e? meritato ma solo
perche? e? donna e magari ci sono molti altri uomini piu? idonei di lei?Mi
sembra anche questa una bella discriminazione verso l?uomo.Se mettiamo le quote
rosa in politica perche? ci sono piu? uomini, allora mettiamo le quote azzurre
in quei lavori dove la maggioranza sono donne(avete notato che le quote rosa le
pretendono solo per i posti di potere con la scusa della maggiore presenza di
uomini?Se il problema e? la differenza tra la presenza di uomini e donne, anche
in molti altri lavori c?e? questa differenza allora perche? non pretendono le
quote rosa per esempio per andare a fare i muratori o i meccanici e gli
imbianchini o gli idraulici ecc? eppure in questi lavori ci sono solo
uomini!).Vorrei far notare anche, rimanendo nel discorso della politica, che gli
uomini che ci governano pensano all?Italia nel suo insieme mentre le donne che
stanno in politica pensano solo ai diritti delle donne facendo leggi solo per le
donne(altra discriminazione verso l?uomo)allora mi chiedo se e? giusto farci
governare da qualcuno che pensa solo a dare diritti e privilegi a una parte
dell?Italia(cioe? alla parte femminile).Per ultima cosa, per quanto riguarda il
discorso lavoro, non capisco proprio perche? c?e? da ridire sul fatto che le
donne devono andare in pensione a 65 anni come gli uomini visto anche che in
media vivono molto piu? degli uomini.Anzi non capisco perche? non ci si sia
pensato prima.Anche questa non e? discriminazione verso l?uomo?
Penso che le
donne non lottano per la parita?(gia? raggiunta da moltissimi anni) ma per la
supremazia sull?uomo infatti pensano solo ai loro diritti e ai propri vantaggi e
privilegi mentre dei loro doveri se ne fregano.
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